L'uomo è il sacerdote del caos, la pedofilia è la sua volontà di potenza sulla natura infante, la vita è la celebrazione di tale miseria.

I preti pedofili danno messa ogni giorno.

domenica 6 dicembre 2015

Brano numero 4: Il colore del lavoro

Il 22 settembre 2015 un bracciante proveniente dal Burkina Faso è stato ucciso a fucilate nelle campagne del Tavoliere per aver rubato un melone. L'opinione pubblica locale si è schierata in maniera compatta e veemente a difesa dei proprietari terrieri, padre e figlio, artefici dell'omicidio. Il 6 gennaio 2010 a Rosarno, in Calabria, due balordi in odore di 'Ndrangheta si divertivano a giocare al tiro al migrante, sparando con i fucili ad aria compressa. Dopo averne ferito uno, hanno scatenato la rivolta di una comunità vessata da continui soprusi, degenerata poi in una vera e propria guerriglia urbana perché, anche in questo caso, la popolazione autoctona ha deciso di prendere le parti degli assalitori. Per due giorni si è assistito ad una sorta di pulizia etnica, una caccia all'uomo, una notte dei cristalli in versione riveduta e corretta. Mille lavoratori, braccianti, africani, venivano caricati sui pullman e deportati altrove. Le arance di Rosarno resteranno per sempre insanguinate dopo quel triste avvenimento. La Calabria, come il Tavoliere, è solo uno dei teatri in cui si consuma, da anni, una delle più grandi tragedie contemporanee. Masse di uomini e donne costretti a lavorare per un paio di euro all'ora, rinchiusi in casolari abbandonati senza acqua e luce, umiliati quotidianamente dall'arroganza dei caporali. Tutto questo avviene a pochi chilometri dalle nostre città, dalle nostre scuole, le nostre università, i nostri cinema, stadi, parchi divertimento, centri culturali. Siamo una società costruita su fondamenta marce, lo sappiamo, giriamo la testa ogni giorno. Rosse di sangue sono le arance che mangiamo. Nero è il colore. Il colore del lavoro.

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