L'uomo è il sacerdote del caos, la pedofilia è la sua volontà di potenza sulla natura infante, la vita è la celebrazione di tale miseria.

I preti pedofili danno messa ogni giorno.

domenica 5 giugno 2016

Brano numero nove: Produci, consuma, crepa

Noi siamo i Preti Pedofili e siamo una band di Foggia. Non lo abbiamo mai detto, in molti lo sapete perché molti dei nostri live si sono tenuti nella nostra città, ma non lo abbiamo mai esplicitamente detto. Ci siamo nascosti dietro finte informazioni, prima Bari, poi qualche luogo mistico tipo Lourdes e Medjugorie, infine abbiamo optato per la Città del Vaticano. Più istituzionale. E invece siamo di Foggia. Tuttavia non è sempre stato così. Certo, siamo tutti e tre nati in quella città,due di noi ci vivono attualmente, ma per una ragione o per l'altra non abbiamo mai sentito l'esigenza di riconoscerci in un processo identitario che ad eccezione di Zemanlandia e dei torcinelli non ha mai espresso nulla di interessante. Un paio di anni fa alcuni ragazzi e ragazze invece si sono svegliati. Hanno alzato la testa, hanno sputato in faccia al nostro nichilismo facilone e hanno letteralmente ribaltato il tavolo delle consuetudini. Nasceva il CSOA Scurìa, una realtà in grado di abbagliare chiunque l'abbia visitata, una forma di alternativa vera alle dinamiche imposte dal capitalismo, funzionante, dinamica, vincente. C'era vita alle periferie dell'Impero. Ed era a Foggia, inspiegabilmente a Foggia. A quel punto i Preti Pedofili, con il loro atteggiamento sornione da finti intellettualoidi che ne hanno vista fin troppe per abbandonarsi a facili entusiasmi, hanno dovuto togliersi il talare ed indossare finalmente la maglia rossonera. Noi siamo una band di Foggia. Lo siamo dal 12 maggio del 2014, dal giorno in cui, in giro per l'Italia, abbiamo potuto dire con orgoglio e commozione che nella nostra città c'era il più figo centro sociale del mondo. Ci esprimiamo al passato, come qualcuno avrà notato. Non è ancora finita, ma già sappiamo che dal prossimo 31 maggio lo Scurìa non esisterà più. Non ci interessa esprimere opinioni sulle scelte istituzionali. Le istituzioni odiano i posti occupati, nessuno ti regala niente, è risaputo. Ciò che realmente ci interessa e di cui siamo convinti è che quelle persone, in grado di segnare un solco così profondo nelle coscienze della città, non disperderanno il meraviglioso bagaglio di esperienze maturate in questi due anni. E troveranno nuove forze e nuovi sostenitori per migliorare ancora le loro vite e le nostre vite. Questa storia è tutt'altro che finita, lo Scurìa è solo il primo esaltante capitolo di un romanzo che ci appassionerà ancora. Ne siamo certi. Però, anche nelle corse più sfrenate, arriva il momento di fermarsi, riprendere il fiato e guardarsi per un attimo indietro. Ed essere felici della strada fatta, consapevoli di aver scritto una pagina fondamentale nella storia della città, e piangere, piangere anche di quello che si è fatto senza essere nessuno, solo con la consapevolezza del proprio corpo e del proprio essere sociale. “Produci, consuma, crepa” è il nostro brano del mese di maggio, e lo dedichiamo alla città di Foggia senza lo Scurìa, ripiombata come in un incubo dal quale sembrava essersi svegliata. Ma come dicevano e continuano ad affermare i nostri eroi proletari: “Questo nulla non ci annullerà”. Lo Scurìa dal 31 maggio 2016 non esisterà più. Lo Scurìa dal 31 maggio 2016 esisterà per sempre, come luogo della nostra anima e delle nostre menti. Lo Scurìa ci ha mostrato la strada. Non ci resta che seguirla. Grazie compagne e compagni, grazie di tutto, infinitamente.

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